Trekking in montagnaCamminare lentamente e per tanto tempo. Questa è l’ essenza di questo sport estremo che richiede grande forza e preparazione fisica oltre che psicologica. Avventurarsi negli spazi della natura, affrontarli e in alcuni casi combatterli con tanta fatica e coraggio.

Un’ attività particolarmente faticosa in cui deve prevalere in coraggio e in alcuni casi lo spirito di sopravvivenza: affrontare la montagna in zone pericolose, impervie e piene di ostacoli, spesso poco agevoli, ma nella maggior parte dei casi sicure da farsi a piedi o pernottando in tenda o in rifugi.

Vuol dire intraprendere un viaggio avventuroso, anche di più giorni.

Il trekking è uno degli sport all’ aria libera che richiede una preparazione attenza e non affrettata. Occorre gradualità nell’approccio. Senza gradualità, per un sedentario ogni salitella sarà pesante al suo fisico e al suo morale; finita l’escursione, soffrirà per almeno una settimana, dolorante e affaticato, e ci penserà bene prima di rituffarsi in un’avventura del genere.

Affrontare lunghi percorsi a contatto con la natura richiede una sufficiente preparazione anche in termini di equipaggiamento e di scorte alimentari. È necessario portare con sé uno zaino da trekking anche se questo aspetto da un lato richiede una certa potenza nelle gambe, dall’altro può esaltare certe patologie, per esempio alla schiena. In ogni caso chi fa trekking giornaliero è solito sopravvalutare l’importanza di ciò che porta con sé: come cibo e  liquidi. Talvolta è sufficientre anche un litro di acqua per percorrere 50 chilometri.

Ovviamente le condizioni metereologiche hanno la loro grande importanza: se fa caldo umido, asfissiante, la camminata si fa più difficile e faticosa.

Trekking

 Si può infatti andare incontro a spiacevoli inconvenienti quali smarrimento o condizioni metereologiche avverse. Per questo bisogna pianificare in anticipo il percorso, la natura del suolo, i punti di riferimento, la durata, l’ equipaggiamento, le scorte di alimenti.

Il trekking può però essere un valido mezzo allenante quando lo si affianca a un’altra attività sportiva che viene praticata tutto l’anno e può servire nei periodi di scarico dell’attività (una o due settimane) come forma di mantenimento.

Non è consigliabile considerarlo come unica attività sportiva da praticare costantemente in quanto richiede molto tempo e periodi di riposo dopo una lunga escursione. Iniziare, dunque, con persorsi brevi e facili non affaticando troppo il nostro fisico ed iniziando pian piano a gustare la magia e la bellezza di questo sport estremo.